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venerdì 15 marzo 2013
Poesia sulla fecondazione
Siamo veramente fortunati
ad essere qui,ad essere nati
perchè,tra le tantissime possibili
combinazioni
noi siamo stati l'unica di diversi
milioni.
La fecondazione avvenuta,credo che sia
La fecondazione avvenuta,credo che sia
come dice anche il nostro professore,
una botta di culo,più che vincere alla
lotteria
data da un atto d'amore.
Non so cosa sia capitato,ma mi è stato
spiegato.
Ognuno di noi ha,nel suo dna,
23 copie di cromosomi ereditati da
mamma,23 da papà.
Da ciò sono rimasto affascinato.
Comunque sia,
la vita è una sola:non gettarla
via.
Dico ciò perchè,come avrai notato,
Dico ciò perchè,come avrai notato,
sei stato decisamente fortunato.
giovedì 14 marzo 2013
Il tubo di Rubens: la nostra extrafalaria.
Purtroppo non ho a disposizione il video con l'esperimento ed il tubo fatto da noi,ma ne metterò uno trovato su internet!
Ce ne accorgiamo tutti ogni giorno, se ci facciamo caso: se proviamo ad avvicinare la mano ad un altoparlante che suona musica, ad esempio. Oppure in discoteca, quando i bassi ad alto volume ci danno come dei colpi allo stomaco: non è altro che lo spostamento d'aria prodotto dai grandi altoparlanti della sala.
Purtroppo non ho a disposizione il video con l'esperimento ed il tubo fatto da noi,ma ne metterò uno trovato su internet!
Ce ne accorgiamo tutti ogni giorno, se ci facciamo caso: se proviamo ad avvicinare la mano ad un altoparlante che suona musica, ad esempio. Oppure in discoteca, quando i bassi ad alto volume ci danno come dei colpi allo stomaco: non è altro che lo spostamento d'aria prodotto dai grandi altoparlanti della sala.
Si, queste cose le sappiamo tutti!, potrebbe esclamare qualcuno. Si è vero, ma forse non tutti conoscono questo meraviglioso oggetto, il Tubo di Rubens appunto, che dimostra in maniera spettacolare queste proprietà delle onde sonore.
Il suo funzionamento è semplicissimo, ve lo spiego subito!
Il dispositivo non è altro che un tubo con una fonte di propano da un lato e un altoparlante dall'altro. Per tutta la sua lunghezza ci sono dei forellini, l'unica "via d'uscita" per il propano.
Il dispositivo non è altro che un tubo con una fonte di propano da un lato e un altoparlante dall'altro. Per tutta la sua lunghezza ci sono dei forellini, l'unica "via d'uscita" per il propano.
Una volta aperta la valvola e dato fuoco alle fiammelle, si può mettere la musica. A questo punto, le onde sonore rimbalzeranno più volte all'interno del tubo, creando un'unica onda stazionaria, con aree di alta e di bassa pressione. Più è forte la pressione, più propano fuoriesce, e di conseguenza più la fiamma si alza.
http://www.la7.it/gaiascienza/pvideo-stream?id=65359
http://www.la7.it/gaiascienza/pvideo-stream?id=65359
mercoledì 13 marzo 2013
Il crossing-over
Il crossing-over è l'importante meccanismo di ricombinazione del materiale genetico proveniente dai due genitori, che permette una maggiore varietà nei prodotti della riproduzione sessuata.
Il crossing-over è l'importante meccanismo di ricombinazione del materiale genetico proveniente dai due genitori, che permette una maggiore varietà nei prodotti della riproduzione sessuata.
Tale meccanismo riguarda lo scambio di porzioni omologhe di materiale genetico, che si verifica fra due cromatidi appartenenti a due cromosomi diversi di una coppia di omologhi. Questo scambio è facilitato dall'allineamento dei cromosomi omologhi. Se ci sono delle differenze genetiche tra gli omologhi, il crossing-over può produrre in un cromatidio nuove combinazioni geniche. Durante il crossing-over non si ha né perdita né acquisizione di materiale genetico, perché esso determina scambi reciproci. Un cromosoma che risulti dalla meiosi con una combinazione di geni che differisce dalla combinazione di partenza è definito cromosoma ricombinante. Quindi il crossing-over è un meccanismo che determina la ricombinazione genetica.
Il fenomeno avviene durante la lunga profase 1 della prima divisione meiotica (profase I); nelle fasi iniziali ogni cromosoma è formato da due cromatidi, poiché il DNA si è già duplicato. Prima che i cromatidi si separino nelle cellule figlie avviene lo scambio dei cromosomi omologhi. Per questo motivo, ogni cromosoma che viene trasmesso a un gamete può essere una combinazione di frammenti che provengono da entrambi i cromosomi della generazione precedente: l'effetto è una ricombinazione dei geni associati ai frammenti scambiati.
La mitosi e la meiosi,con video integrato
http://youtu.be/zGVBAHAsjJM
La mitòsi è la riproduzione per divisione equazionale della cellula eucariote. Il termine viene molto spesso utilizzato anche per la riproduzione delle cellule procariote, un processo molto più semplice e più correttamente chiamato scissione binaria o amitosi. Il termine mitosi deriva dal greco mìtos, "filo"; nome dovuto all'aspetto filiforme dei cromosomi durante la metafase.
La mitosi è molto simile alla meiosi, si distinguono dal fatto che la mitosi forma 2 cellule diploidi con lo stesso numero di cromosomi della cellula madre, invece nella meiosi si formano 4 cellule aploidi con il corredo cromosomico dimezzato.
La mitosi riguarda le cellule somatiche dell'organismo (ossia tutte le cellule fuorché quelle che hanno funzione riproduttiva: i gametociti primari, i quali vanno incontro alla meiosi) e le cellule germinali ancora indifferenziate.
La meiosi è un processo di divisione mediante il quale una cellula eucariotica con corredo cromosomico diploide dà origine a quattro cellule con corredo cromosomico aploide.
Ovvero da una cellula madre si formano quattro cellule figlie, tutte diverse fra loro. Potrebbe sembrare molto simile alla mitosi ma, al contrario di questa, si ha la riduzione da corredo in doppia copia a corredo a semplice copia, e tramite il cosiddetto crossing-over (incrocio esterno), si ha lo scambio e la ricombinazione genetica, che poi sta alla base dell'evoluzione.
La meiosi è fondamentale nella riproduzione sessuale, la ricombinazione dell'informazione genetica proveniente dalle cellule di due organismi differenti (uomo e donna) produce risultati ogni volta diversi, e naturalmente diversi anche dai due genitori.
Ogni genitore fornisce un corredo cromosomico "semplice" aploide (detto anche "dimezzato"), cellula uovo nella femmina e spermatozoo nel maschio; la fusione (fecondazione) dei due corredi dimezzati (materno e paterno) e "rimescolati" ricostituisce il corredo intero e dà origine ad una singola nuova cellula, detta zigote, che diverrà il nuovo individuo.
http://youtu.be/zGVBAHAsjJM
martedì 12 marzo 2013
Nomenclatura sali binari
I sali binari sono composti costituiti da un metallo e da un non-metallo. In essi, il metallo, avendo una elettronegatività minore, ha numero di ossidazionepositivo e nella formula chimica del composto, il suo simbolo precede quello del non-metallo.
I sali binari sono composti costituiti da un metallo e da un non-metallo. In essi, il metallo, avendo una elettronegatività minore, ha numero di ossidazionepositivo e nella formula chimica del composto, il suo simbolo precede quello del non-metallo.
La nomenclatura tradizionale dei sali binari prevede:
Se il metallo presenta un unico numero di ossidazione il composto prenderà il nome dal non-metallo terminante in uro seguito dal nome del metallo.
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione si possono ottenere due sali binari diversi.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il metallo prenderà il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prenderà il suffisso -oso.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il metallo prenderà il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prenderà il suffisso -oso.
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)-ico
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)-oso
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)-oso
La nomenclatura IUPAC prevede:
che il composto prenda il nome dal non-metallo terminante in uro seguito dal nome del metallo, con l’utilizzo di opportuni prefissi che precedono entrambi i termini. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
| Metallo | Non metallo | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| Na+ | Cl- | NaCl | cloruro di sodio | cloruro di sodio |
| K+ | S2- | K2S | solfuro di potassio | solfuro di dipotassio |
| Fe2+ | S2- | FeS | solfuro ferroso | solfuro di ferro |
| Fe3+ | S2- | Fe2S3 | solfuro ferrico | trisolfuro di diferro |
| Cu+ | Cl- | CuCl | cloruro rameoso | cloruro di rame |
| Cu2+ | Cl- | CuCl2 | cloruro rameico | dicloruro di rame |
Composti binari formati esclusivamente da non metalli
I composti binari tra non metalli sono rappresentati da una formula in cui l'elemento con elettronegatività maggiore viene scritto per ultimo e il loro nome si ricava come quelli dei sali binari, assegnando appunto la desinenza -uro all'elemento più elettronegativo.
| Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|
| PCl3 | cloruro fosforoso | tricloruro di fosforo |
| PCl5 | cloruro fosforico | pentacloruro di fosforo |
| As2S3 | solfuro arsenioso | trisolfuro di diarsenico |
| CS2 | solfuro di carbonio | disolfuro di carbonio |
| SiC | carburo di silicio | monocarburo di silicio |
La Nomenclatura di idracidi e Idruri.
Idruri sono i composti binari contenenti idrogeno a eccezione dei composti tra idrogeno e gli elementi del VI o del VII gruppo, che prendono il nome diidracidi, perchè manifestano carattere acido.
Idruri sono i composti binari contenenti idrogeno a eccezione dei composti tra idrogeno e gli elementi del VI o del VII gruppo, che prendono il nome diidracidi, perchè manifestano carattere acido.
Nomenclatura di idruri
In questi composti, l'idrogeno può assumere numero di ossidazione -1 o +1 a seconda dell'elemento a cui è legato. In paticolare quando è legato con elementi aventi elettronegatività maggiore, assume numero di ossidazione +1, mentre quando è legato ad atomi meno elettronegativi, assume numero di ossidazione -1.
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un idruro èXHn in cui:
X = simbolo chimico dell'elemento legato all'idrogeno;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.
X = simbolo chimico dell'elemento legato all'idrogeno;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.
La nomenclatura tradizionale prevede:
la denominazione "idruro di" seguito dal nome dell’elemento X.
La nomenclatura IUPAC prevede:
la denominazione “idruro di” seguita dal nome dell'elemento X, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono il termine “idruro”. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| Na | +1 | NaH | idruro di sodio | idruro di sodio |
| Ca | +2 | CaH2 | idruro di calcio | diidruro di calcio |
| Al | +3 | AlH3 | idruro di alluminio | triidruro di alluminio |
| N* | -3 | NH3 | idruro di azoto (ammoniaca) | triidruro di azoto |
| As | +3 | AsH3 | idruro di arsenico (arsina) | triidruro di arsenico |
* In realtà, essendo l’azoto più elettronegativo dell’idrogeno, il composto andrebbe scritto H3N (nitruro di idrogeno), ma l’ammoniaca presenta comunque carattere basico e pertanto risulta opportuno non scrivere gli idrogeni per primi, come avviene per gli idracidi.
Nomenclatura di idracidi
Gli idracidi sono i composti che l'idrogeno, sempre con numero di ossidazione +1, forma con elementi del VI o el VII gruppo. L'idrogeno essendo il meno elettronegativo dei due elementi nella formula va scritto per primo.
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un idracido è HnX in cui:
X = simbolo chimico dell'elemento del VI o del VII gruppo;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.
X = simbolo chimico dell'elemento del VI o del VII gruppo;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.
La nomenclatura tradizionale prevede:
il termine "acido" seguito dal nome del non metallo terminante con il suffisso -idrico.
La nomenclatura IUPAC prevede:
l'utilizzo del suffisso –uro per l'elemento del VI o VII gruppo, seguito dalla termine “di idrogeno” (eventualmente con gli opportuni prefissi moltiplicativi).
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| F | -1 | HF | acido fluoridrico | fluoruro di idrogeno |
| Cl | -1 | HCl | acido cloridrico | cloruro di idrogeno |
| Br | -1 | HBr | acido bromidrico | bromuro di idrogeno |
| I | -1 | HI | acido iodidrico | ioduro di idrogeno |
| S | -2 | H2S | acido solfidrico | solfuro didiidrogeno |
| Se | -2 | H2Se | acido selenidrico | seleniuro didiidrogeno |
| Te | -2 | H2Te | acido telluridrico | tellururo didiidrogeno |
Altri idracidi sono:
| Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|
| HCN | acido cianidrico | cianuro di idrogeno |
| HN3 | acido azotidrico | azoturo di idrogeno |
Nomenclatura degli idrossidi.
Gli idrossidi si formano sommando una o più molecole d'acqua ad un'ossido:
Gli idrossidi si formano sommando una o più molecole d'acqua ad un'ossido:
Ossido + nH2O → Idrossido
e hanno formula generale Me(OH)n in cui:
Me = simbolo chimico del metallo
n = numero di ossidazione del metallo.
In altre parole per la formula chimica di qualsiasi idrossido si ottiene scrivendo il simbolo del metallo Me e, di seguito, un numero di gruppi OH pari al numero di ossidazione del metallo. Per esempio, dato l'alluminio Al avente numero di ossidazione 3+, la formula del suo idrossido è: Al(OH)3.
Negli idrossidi è presente il gruppo OH-, che viene chiamato ossidrile e che si può pensare originato da una molecola di acqua in seguito a perdita di uno ione H+.
Negli idrossidi la carica dello ione OH- viene annullata dalla carica del metallo.
La nomenclatura tradizionale degli idrossidi prevede:
Se il metallo ha un solo un numero di ossidazione il composto si chiamerà “idrossido di” seguito dal nome del metallo.
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione può formare due idrossidi diversi. Nell'idrossido a numero di ossidazione maggiore il metallo prenderà il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prenderà il suffisso -oso.
La nomenclatura IUPAC prevede:
la denominazione “idrossido di” seguita dal nome del metallo, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono il termine “idrossido”.
I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| Sodio (Na) | +1 | NaOH | idrossido di sodio | idrossido di sodio |
| Calcio (Ca) | +2 | Ca(OH)2 | idrossido di calcio | diidrossido di calcio |
| Ferro (Fe) | +2 | Fe(OH)2 | idrossido ferroso | diidrossido di ferro |
| +3 | Fe(OH)3 | idrossido ferrico | triidrossido di ferro | |
| Stagno (Sn) | +2 | Sn(OH)2 | idrossido stannoso | diidrossido di stagno |
| +4 | Sn(OH)4 | idrossido stannico | tetraidrossido di stagno |
La Nomenclatura
La nomenclatura chimica è regolamentata dalla IUPAC (International Union for Pure and Applied Chemistry), un'associazione internazionale che periodicamente si riunisce per aggiornare le regole della "sintassi chimica" alla luce delle nuove conoscenze. Le regole della nomenclatura, presentate qui e tuttora valide, sono state elaborate durante il congresso IUPAC del 1959, basato sulle precedenti proposte di Alfred Stock.
Oltre alla nomenclatura IUPAC esiste anche la nomenclatura tradizionale.
Nomenclatura di ossidi (ossidi basici)
Un ossido basico è un composto binario costituito da ossigeno (con numero di ossidazione -2) e da un metallo.
Metallo + Ossigeno → Ossido
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un ossido èMe2On in cui:
Me = simbolo chimico del metallo;
n = numero di ossidazione del metallo.
Me = simbolo chimico del metallo;
n = numero di ossidazione del metallo.
La nomenclatura tradizionale prevede:
Se il metallo ha un solo numero di ossidazione il composto si chiamerà “Ossido di” seguito dal nome del metallo.
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione forma con l'ossigeno due ossidi diversi. Nell'ossido a numero di ossidazione maggiore il metallo prende il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prende il suffisso -oso.
La nomenclatura IUPAC prevede:
la denominazione “ossido di” seguita dal nome del metallo, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono sia il termine “ossido” sia il nome del metallo. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| Na | +1 | Na2O | ossido di sodio | ossido di disodio |
| Ca | +2 | CaO | ossido di calcio | ossido di calcio |
| Al | +3 | Al2O3 | ossido di alluminio | triossido didialluminio |
| Cu | +1 | Cu2O | ossido rameoso | ossido di dirame |
| +2 | CuO | ossido rameico | ossido di rame | |
| Pb | +2 | PbO | ossido piomboso | ossido di piombo |
| +4 | PbO2 | ossido piombico | diossido di piombo |
Nomenclatura di anidridi (ossidi acidi)
Una ossido acido è un composto binario costituito da ossigeno (con numero di ossidazione -2) e da un non-metallo.
Non metallo + O2 → ossido acido
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un ossido acido è nMe2On in cui:
nMe = simbolo chimico del non-metallo;
n = numero di ossidazione del non-metallo.
nMe = simbolo chimico del non-metallo;
n = numero di ossidazione del non-metallo.
La nomenclatura tradizionale prevede:
Se il non metallo presenta un unico numero di ossidazione il composto si chiamerà “Anidride” seguito dal nome del non metallo con desinenza -ica.
Se il non metallo presenta due numeri di ossidazione può formare con l'ossigeno due anidridi diverse.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il suffisso -ica, in quello a numero di ossidazione minore prende il suffisso -osa.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il suffisso -ica, in quello a numero di ossidazione minore prende il suffisso -osa.
Se il non metallo presenta quattro numeri di ossidazione può formare con l'ossigeno quattro anidridi diverse.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il prefisso per- e il suffisso –ica
Nel composto a numero di ossidazione minore il non-metallo prende il prefissoipo- e il suffisso -osa.
Nei composti a numero di ossidazione intermedi, per il non-metallo si avranno il suffisso –ica (per il numero di ossidazione più elevato dei due) ed -osa (per il numero di ossidazione meno elevato dei due).
l'unico non-metallo ad avere quattro numeri di ossidazione è il cloro.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il prefisso per- e il suffisso –ica
Nel composto a numero di ossidazione minore il non-metallo prende il prefissoipo- e il suffisso -osa.
Nei composti a numero di ossidazione intermedi, per il non-metallo si avranno il suffisso –ica (per il numero di ossidazione più elevato dei due) ed -osa (per il numero di ossidazione meno elevato dei due).
l'unico non-metallo ad avere quattro numeri di ossidazione è il cloro.
La nomenclatura IUPAC prevede:
la denominazione “ossido di” seguita dal nome del non metallo, con l’utilizzo di opportuni prefissi che precedono sia il termine “ossido” sia il nome del non metallo. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| B | +3 | B2O3 | anidride borica | triossido didiboro |
| C | +4 | CO2 | anidride carbonica | diossido di carbonio |
| N | +3 | N2O3 | anidride nitrosa | triossido didiazoto |
| +5 | N2O5 | anidride nitrica | pentaossido didiazoto | |
| S | +4 | SO2 | anidride solforosa | diossido di zolfo |
| +6 | SO3 | anidride solforica | triossido di zolfo | |
| Cl | +1 | Cl2O | anidrideipoclorosa | ossido di dicloro |
| +3 | Cl2O3 | anidride clorosa | triossido didicloro | |
| +5 | Cl2O5 | anidride clorica | pentaossido didicloro | |
| +7 | Cl2O7 | anidrideperclorica | eptaossido didicloro |
Analoga nomenclatura a quella del cloro vale per bromo, iodio e manganese, anche se tali elementi non hanno quattro numeri di ossidazione.
| Elemento | Numero di ossidazione | Formula | Nome tradizionale | Nome IUPAC |
|---|---|---|---|---|
| Br | +1 | Br2O | anidrideipobromosa | ossido di dibromo |
| +5 | Br2O5 | anidride bromica | pentaossido didibromo | |
| I | +1 | I2O | anidrideipoiodosa | ossido di diiodio |
| +5 | I2O5 | anidride iodica | pentaossido didiiodio | |
| +7 | I2O7 | anidrideperiodica | eptaossido didiiodio | |
| Mn | +6 | MnO3 | anidride manganica | triossido di manganese |
| +7 | Mn2O7 | anidridepermanganica | eptaossido didimanganese |
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