Translate

domenica 17 marzo 2013

Questo è un video sulla meiosi e sulla mitosi:speriamo possa esservi utile!



venerdì 15 marzo 2013


Poesia sulla fecondazione

Siamo veramente fortunati
ad essere qui,ad essere nati
perchè,tra le tantissime possibili combinazioni
noi siamo stati l'unica di diversi milioni.

La fecondazione avvenuta,credo che sia
come dice anche il nostro professore,
una botta di culo,più che vincere alla lotteria
data da un atto d'amore.

Non so cosa sia capitato,ma mi è stato spiegato.
Ognuno di noi ha,nel suo dna,
23 copie di cromosomi ereditati da mamma,23 da papà.
Da ciò sono rimasto affascinato.

Comunque sia,
la vita è una sola:non gettarla via.
Dico ciò perchè,come avrai notato,
sei stato decisamente fortunato.

giovedì 14 marzo 2013


Il tubo di Rubens: la nostra extrafalaria.
Purtroppo non ho a disposizione il video con l'esperimento ed il tubo fatto da noi,ma ne metterò uno trovato su internet!

Ce ne accorgiamo tutti ogni giorno, se ci facciamo caso: se proviamo ad avvicinare la mano ad un altoparlante che suona musica, ad esempio. Oppure in discoteca, quando i bassi  ad alto volume ci danno come dei colpi allo stomaco: non è altro che lo spostamento d'aria prodotto dai grandi altoparlanti della sala.
Si, queste cose le sappiamo tutti!, potrebbe esclamare qualcuno. Si è vero, ma forse non tutti conoscono questo meraviglioso oggetto, il Tubo di Rubens appunto, che dimostra in maniera spettacolare queste proprietà delle onde sonore.
Il suo funzionamento è semplicissimo, ve lo spiego subito!
Il dispositivo non è altro che un tubo con una fonte di propano da un lato e un altoparlante dall'altro. Per tutta la sua lunghezza ci sono dei forellini, l'unica "via d'uscita" per il propano.
Una volta aperta la valvola e dato fuoco alle fiammelle, si può mettere la musica. A questo punto, le onde sonore rimbalzeranno più volte all'interno del tubo, creando un'unica onda stazionaria, con aree di alta e di bassa pressione. Più è forte la pressione, più propano fuoriesce, e di conseguenza più la fiamma si alza.


http://www.la7.it/gaiascienza/pvideo-stream?id=65359

mercoledì 13 marzo 2013

Il crossing-over

Il crossing-over è l'importante meccanismo di ricombinazione del materiale genetico proveniente dai due genitori, che permette una maggiore varietà nei prodotti della riproduzione sessuata.
Tale meccanismo riguarda lo scambio di porzioni omologhe di materiale genetico, che si verifica fra due cromatidi appartenenti a due cromosomi diversi di una coppia di omologhi. Questo scambio è facilitato dall'allineamento dei cromosomi omologhi. Se ci sono delle differenze genetiche tra gli omologhi, il crossing-over può produrre in un cromatidio nuove combinazioni geniche. Durante il crossing-over non si ha né perdita né acquisizione di materiale genetico, perché esso determina scambi reciproci. Un cromosoma che risulti dalla meiosi con una combinazione di geni che differisce dalla combinazione di partenza è definito cromosoma ricombinante. Quindi il crossing-over è un meccanismo che determina la ricombinazione genetica.
Il fenomeno avviene durante la lunga profase 1 della prima divisione meiotica (profase I); nelle fasi iniziali ogni cromosoma è formato da due cromatidi, poiché il DNA si è già duplicato. Prima che i cromatidi si separino nelle cellule figlie avviene lo scambio dei cromosomi omologhi. Per questo motivo, ogni cromosoma che viene trasmesso a un gamete può essere una combinazione di frammenti che provengono da entrambi i cromosomi della generazione precedente: l'effetto è una ricombinazione dei geni associati ai frammenti scambiati. 

La mitosi e la meiosi,con video integrato


La mitòsi è la riproduzione per divisione equazionale della cellula eucariote. Il termine viene molto spesso utilizzato anche per la riproduzione delle cellule procariote, un processo molto più semplice e più correttamente chiamato scissione binaria o amitosi. Il termine mitosi deriva dal greco mìtos, "filo"; nome dovuto all'aspetto filiforme dei cromosomi durante la metafase.
La mitosi è molto simile alla meiosi, si distinguono dal fatto che la mitosi forma 2 cellule diploidi con lo stesso numero di cromosomi della cellula madre, invece nella meiosi si formano 4 cellule aploidi con il corredo cromosomico dimezzato.
La mitosi riguarda le cellule somatiche dell'organismo (ossia tutte le cellule fuorché quelle che hanno funzione riproduttiva: i gametociti primari, i quali vanno incontro alla meiosi) e le cellule germinali ancora indifferenziate.

La meiosi è un processo di divisione mediante il quale una cellula eucariotica con corredo cromosomico diploide dà origine a quattro cellule con corredo cromosomico aploide.
Ovvero da una cellula madre si formano quattro cellule figlie, tutte diverse fra loro. Potrebbe sembrare molto simile alla mitosi ma, al contrario di questa, si ha la riduzione da corredo in doppia copia a corredo a semplice copia, e tramite il cosiddetto crossing-over (incrocio esterno), si ha lo scambio e la ricombinazione genetica, che poi sta alla base dell'evoluzione.
La meiosi è fondamentale nella riproduzione sessuale, la ricombinazione dell'informazione genetica proveniente dalle cellule di due organismi differenti (uomo e donna) produce risultati ogni volta diversi, e naturalmente diversi anche dai due genitori.
Ogni genitore fornisce un corredo cromosomico "semplice" aploide (detto anche "dimezzato"), cellula uovo nella femmina e spermatozoo nel maschio; la fusione (fecondazione) dei due corredi dimezzati (materno e paterno) e "rimescolati" ricostituisce il corredo intero e dà origine ad una singola nuova cellula, detta zigote, che diverrà il nuovo individuo.



http://youtu.be/zGVBAHAsjJM

martedì 12 marzo 2013

Nomenclatura sali binari

I sali binari sono composti costituiti da un metallo e da un non-metallo. In essi, il metallo, avendo una 
elettronegatività minore, ha numero di ossidazionepositivo e nella formula chimica del composto, il suo simbolo precede quello del non-metallo.



La nomenclatura tradizionale dei sali binari prevede:

Se il metallo presenta un unico numero di ossidazione il composto prenderà il nome dal non-metallo terminante in uro seguito dal nome del metallo.
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione si possono ottenere due sali binari diversi.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il metallo prenderà il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prenderà il suffisso -oso.
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)-ico
(radice del non metallo)-uro di (nome del metallo)-oso

La nomenclatura IUPAC prevede:

che il composto prenda il nome dal non-metallo terminante in uro seguito dal nome del metallo, con l’utilizzo di opportuni prefissi che precedono entrambi i termini. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
MetalloNon metalloFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
Na+Cl-NaClcloruro di sodiocloruro di sodio
K+S2-K2Ssolfuro di potassiosolfuro di dipotassio
Fe2+S2-FeSsolfuro ferrososolfuro di ferro
Fe3+S2-Fe2S3solfuro ferricotrisolfuro di diferro
Cu+Cl-CuClcloruro rameosocloruro di rame
Cu2+Cl-CuCl2cloruro rameicodicloruro di rame

Composti binari formati esclusivamente da non metalli

I composti binari tra non metalli sono rappresentati da una formula in cui l'elemento con elettronegatività maggiore viene scritto per ultimo e il loro nome si ricava come quelli dei sali binari, assegnando appunto la desinenza -uro all'elemento più elettronegativo.
FormulaNome tradizionaleNome IUPAC
PCl3cloruro fosforosotricloruro di fosforo
PCl5cloruro fosforicopentacloruro di fosforo
As2S3solfuro arseniosotrisolfuro di diarsenico
CS2solfuro di carboniodisolfuro di carbonio
SiCcarburo di siliciomonocarburo di silicio

La Nomenclatura di idracidi e Idruri.

Idruri
 sono i composti binari contenenti idrogeno a eccezione dei composti tra idrogeno e gli elementi del VI o del VII gruppo, che prendono il nome diidracidi, perchè manifestano carattere acido.

Nomenclatura di idruri

In questi composti, l'idrogeno può assumere numero di ossidazione -1 o +1 a seconda dell'elemento a cui è legato. In paticolare quando è legato con elementi aventi elettronegatività maggiore, assume numero di ossidazione +1, mentre quando è legato ad atomi meno elettronegativi, assume numero di ossidazione -1.
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un idruro èXHn in cui:
X = simbolo chimico dell'elemento legato all'idrogeno;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.

La nomenclatura tradizionale prevede:

la denominazione "idruro di" seguito dal nome dell’elemento X.

La nomenclatura IUPAC prevede:

la denominazione “idruro di” seguita dal nome dell'elemento X, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono il termine “idruro”. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
Na+1NaHidruro di sodioidruro di sodio
Ca+2CaH2idruro di calciodiidruro di calcio
Al+3AlH3idruro di alluminiotriidruro di alluminio
N*-3NH3idruro di azoto (ammoniaca)triidruro di azoto
As+3AsH3idruro di arsenico (arsina)triidruro di arsenico
* In realtà, essendo l’azoto più elettronegativo dell’idrogeno, il composto andrebbe scritto H3N  (nitruro di idrogeno), ma l’ammoniaca presenta comunque carattere basico e pertanto risulta opportuno non scrivere gli idrogeni per primi, come avviene per gli idracidi.

Nomenclatura di idracidi

Gli idracidi sono i composti che l'idrogeno, sempre con numero di ossidazione +1, forma con elementi del VI o el VII gruppo. L'idrogeno essendo il meno elettronegativo dei due elementi nella formula va scritto per primo.
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un idracido è HnX in cui:
X = simbolo chimico dell'elemento del VI o del VII gruppo;
n = numero di ossidazione dell'elemento X.

La nomenclatura tradizionale prevede:

il termine "acido" seguito dal nome del non metallo terminante con il suffisso -idrico.

La nomenclatura IUPAC prevede:

l'utilizzo del suffisso –uro per l'elemento del VI o VII gruppo, seguito dalla termine “di idrogeno” (eventualmente con gli opportuni prefissi moltiplicativi).
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
F-1HFacido fluoridricofluoruro di idrogeno
Cl-1HClacido cloridricocloruro di idrogeno
Br-1HBracido bromidricobromuro di idrogeno
I-1HIacido iodidricoioduro di idrogeno
S-2H2Sacido solfidricosolfuro didiidrogeno
Se-2H2Seacido selenidricoseleniuro didiidrogeno
Te-2H2Teacido telluridricotellururo didiidrogeno
Altri idracidi sono:
FormulaNome tradizionaleNome IUPAC
HCNacido cianidricocianuro di idrogeno
HN3acido azotidricoazoturo di idrogeno

Nomenclatura degli idrossidi.

Gli idrossidi si formano sommando una o più molecole d'acqua ad un'ossido:
Ossido + nH2O → Idrossido
e hanno formula generale Me(OH)n in cui:
Me = simbolo chimico del metallo
n = numero di ossidazione del metallo.
In altre parole per la formula chimica di qualsiasi idrossido si ottiene scrivendo il simbolo del metallo Me e, di seguito, un numero di gruppi OH pari al numero di ossidazione del metallo. Per esempio, dato l'alluminio Al avente numero di ossidazione 3+, la formula del suo idrossido è: Al(OH)3.
Negli idrossidi è presente il gruppo OH-, che viene chiamato ossidrile e che si può pensare originato da una molecola di acqua in seguito a perdita di uno ione H+.
Negli idrossidi la carica dello ione OH- viene annullata dalla carica del metallo.

La nomenclatura tradizionale degli idrossidi prevede:

Se il metallo ha un solo un numero di ossidazione il composto si chiamerà “idrossido di” seguito dal nome del metallo.
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione può formare due idrossidi diversi. Nell'idrossido a numero di ossidazione maggiore il metallo prenderà il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prenderà il suffisso -oso.

La nomenclatura IUPAC prevede:

la denominazione “idrossido di” seguita dal nome del metallo, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono il termine “idrossido”.
I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
Sodio (Na)+1NaOHidrossido di sodioidrossido di sodio
Calcio (Ca)+2Ca(OH)2idrossido di calciodiidrossido di calcio
Ferro (Fe)+2Fe(OH)2idrossido ferrosodiidrossido di ferro
+3Fe(OH)3idrossido ferricotriidrossido di ferro
Stagno (Sn)+2Sn(OH)2idrossido stannosodiidrossido di stagno
+4Sn(OH)4idrossido stannicotetraidrossido di stagno

La Nomenclatura 

La nomenclatura chimica è regolamentata dalla IUPAC (International Union for Pure and Applied Chemistry), un'associazione internazionale che periodicamente si riunisce per aggiornare le regole della "sintassi chimica" alla luce delle nuove conoscenze. Le regole della nomenclatura, presentate qui e tuttora valide, sono state elaborate durante il congresso IUPAC del 1959, basato sulle precedenti proposte di Alfred Stock.
Oltre alla nomenclatura IUPAC esiste anche la nomenclatura tradizionale.
Nomenclatura di ossidi (ossidi basici)

Un ossido basico è un composto binario costituito da ossigeno (con numero di ossidazione -2) e da un metallo.
Metallo + Ossigeno → Ossido
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un ossido èMe2On in cui:
Me = simbolo chimico del metallo;
n = numero di ossidazione del metallo.

La nomenclatura tradizionale prevede:

Se il metallo ha un solo numero di ossidazione il composto si chiamerà “Ossido di” seguito dal nome del metallo.
Se il metallo presenta due numeri di ossidazione forma con l'ossigeno due ossidi diversi. Nell'ossido a numero di ossidazione maggiore il metallo prende il suffisso -ico, in quello a numero di ossidazione minore prende il suffisso -oso.

La nomenclatura IUPAC prevede:

la denominazione “ossido di” seguita dal nome del metallo, utilizzando anche opportuni prefissi che precedono sia il termine “ossido” sia il nome del metallo. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
Na+1Na2Oossido di sodioossido di disodio
Ca+2CaOossido di calcioossido di calcio
Al+3Al2O3ossido di alluminiotriossido didialluminio
Cu+1Cu2Oossido rameosoossido di dirame
+2CuOossido rameicoossido di rame
Pb+2PbOossido piombosoossido di piombo
+4PbO2ossido piombicodiossido di piombo

Nomenclatura di anidridi (ossidi acidi)

Una ossido acido è un composto binario costituito da ossigeno (con numero di ossidazione -2) e da un non-metallo.
Non metallo + O2 → ossido acido
Applicando la "Regola dell'incrocio" risulta che la formula generale di un ossido acido è nMe2On in cui:
nMe = simbolo chimico del non-metallo;
n = numero di ossidazione del non-metallo.

La nomenclatura tradizionale prevede:

Se il non metallo presenta un unico numero di ossidazione il composto si chiamerà “Anidride” seguito dal nome del non metallo con desinenza -ica.
Se il non metallo presenta due numeri di ossidazione può formare con l'ossigeno due anidridi diverse.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il suffisso -ica, in quello a numero di ossidazione minore prende il suffisso -osa.
Se il non metallo presenta quattro numeri di ossidazione può formare con l'ossigeno quattro anidridi diverse.
Nel composto a numero di ossidazione maggiore il non metallo prende il prefisso per- e il suffisso –ica
Nel composto a numero di ossidazione minore il non-metallo prende il prefissoipo- e il suffisso -osa.
Nei composti a numero di ossidazione intermedi, per il non-metallo si avranno il suffisso –ica (per il numero di ossidazione più elevato dei due) ed  -osa (per il numero di ossidazione meno elevato dei due).
l'unico non-metallo ad avere quattro numeri di ossidazione è il cloro.

La nomenclatura IUPAC prevede:

la denominazione “ossido di” seguita dal nome del non metallo, con l’utilizzo di opportuni prefissi che precedono sia il termine “ossido” sia il nome del non metallo. I prefissi dei nomi IUPAC corrispondono ai numeri che compaiono nelle formule (2 = di; 3 = tri; 4 = tetra; 5 = penta; 6 = esa; etc.).
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
B+3B2O3anidride boricatriossido didiboro
C+4CO2anidride carbonicadiossido di carbonio
N+3N2O3anidride nitrosatriossido didiazoto
+5N2O5anidride nitricapentaossido didiazoto
S+4SO2anidride solforosadiossido di zolfo
+6SO3anidride solforicatriossido di zolfo
Cl+1Cl2Oanidrideipoclorosaossido di dicloro
+3Cl2O3anidride clorosatriossido didicloro
+5Cl2O5anidride cloricapentaossido didicloro
+7Cl2O7anidridepercloricaeptaossido didicloro
Analoga nomenclatura a quella del cloro vale per bromo, iodio e manganese, anche se tali elementi non hanno quattro numeri di ossidazione.
ElementoNumero di ossidazioneFormulaNome tradizionaleNome IUPAC
Br+1Br2Oanidrideipobromosaossido di dibromo
+5Br2O5anidride bromicapentaossido didibromo
I+1I2Oanidrideipoiodosaossido di diiodio
+5I2O5anidride iodicapentaossido didiiodio
+7I2O7anidrideperiodicaeptaossido didiiodio
Mn+6MnO3anidride manganicatriossido di manganese
+7Mn2O7anidridepermanganicaeptaossido didimanganese